le (d)istanze del pubblico

Interpretare non è un lavoro per pigri. Osservare un’opera d’arte, non è un’azione passiva o facile. Un’opera non esiste senza interazione con l’osservatore, non esiste come semplice struttura, ma ha bisogno, per vivere, dell’intervento interpretativo. In quest’ottica di critica culturale che vuole riflettere sul formato mostra come organizzazione di un contesto di esperienza per il pubblico, tutti i progetti espositivi promossi dalla fondazione prevedono l’organizzazione congiunta di un programma di incontri in cui una serie di attività di mediazione e coinvolgimento dei visitatori, vede protagonisti artisti, filosofi, critici, ricercatori, scrittori, attori, coreografi, intervenire inventando delle traiettorie personali, dei metodi e degli strumenti adatti ad approfondire alcuni aspetti dei progetti e delle opere presentate. Ciascun incontro, curato e condotto dai mediatori coinvolti – che può prendere la forma di una lezione, di un laboratorio pratico oppure di una serie di “conversazioni segrete” – ha una durata di circa 90 minuti e sono svolti all’interno dello spazio espositivo coinvolto dal progetto. Il numero dei partecipanti per ogni appuntamento è limitato a un massimo di 10/12 visitatori, con prenotazione obbligatoria ai numeri della fondazione.